SFILATA AUTUNNO INVERNO 2019/2020 N°21

Sexiness, molto più di sensuale perché è un sexy consapevole, voluto, cercato, espresso. Noir, perché agisce nell’ambiguità, nello svelamento nascosto di un’atmosfera di pericolo. Una vita che si svolge come in un triller in cui le eroine del racconto creano suspense. La collezione donna Autunno-Inverno 2019 di N21 raccoglie tagli improvvisi, squarci ben delineati, linee decise e compone abiti per donne forti, misteriose e un po’ ambigue. Femmes fatales dal glamour hollywoodiano che strizzano l’occhio alle cattive ragazze di gusto italiano. Alessandro Dell’Acqua, il direttore creativo. «Tutto nasce da un’impressione che ho avuto riguardando Dressed to Kill, il film di Brian De Palma del 1980. Mi ha colpito l’atmosfera che il regista crea sia con un uso voluttuoso della macchina da presa, sia con la musica appassionata e sensuale di Pino Donaggio per allestire sullo schermo una vera sinfonia del terrore. Ho voluto ricreare quelle atmosfere per mandare in passerella una donna forte, con un grande desiderio di affermazione sexy e che, altrettanto consapevolmente, esalta la propria ambiguità attraverso abiti che sanno svelare le vere intenzioni senza più la finzione della simulazione. Ho costruito un noir in cui l’abito è un vero indizio del mistero da svelare. Ho costruito abiti trasformisti perché sono ambigui come le donne che li indossano». La trama della collezione. Tutto si apre a metà: cappotti, abiti, trench, cardigan. Regolarmente chiusi sul davanti, dietro si aprono e si richiudono grazie alle zip. Attraverso tagli che appaiono quasi brutalisti, fatti da una lama, l’abito in duchesse, in chiffon o in faille svela culotte e top, sempre in duchesse. Oppure svelano una sensualissima sottoveste composta da un top e da una gonna a tubo in lattice nello stesso colore. Così, del classico modello Mackintosh i trench conservano l’aspetto e il colore, ma si trasformano perché all’interno svelano una parte interamente reversibile in oro o perché si sovrappongono a un altro trench tagliato a metà. E altri abiti hanno i ricami applicati a caso, in posizioni e cuciture imperfette, per niente in contraddizione con le camicie maschili in latex, con i cappotti in lana grattata che simula la pelliccia (una lavorazione in esclusiva) e con i montoni rovesciati a pelo lungo tinti di rosso. Infine, pizzi e paillettes froissé danno vita ad abiti che hanno l’aspetto stropicciato da un’avventura notturna che non si vuole tenere nascosta, semplicemente accompagnati da un cappotto in panno che si apre interamente sul dietro. «È la trama della storia di donne con personalità importanti, non bambole ma esseri pensanti, capaci di condurre il gioco anche attraverso la scelta di quello che indossano» dice dell’Acqua. Gli accessori. Sono strumenti di seduzione improvvisa e misteriosa. La borsa Lolita, in pelle, in panno o in velluto, si lega con una catena a un borsellino più piccolo che si regge su un dito della mano con un anello. O che si stacca per diventare un bracciale. Ai piedi: i sabot in rosa cipria, in nero, con borchie in cristallo, sempre con tacco alto. Oppure, una pump in tessuto ottoman con strisce di ricami e jais neri applicati. 



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